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La canapa in edilizia e il suo utilizzo

Le prime sperimentazioni d’uso della canapa in edilizia si hanno intorno agli anni ’80 del 1900, tuttavia la canapa è una pianta millenaria e amica dell’uomo da sempre: prove del suo utilizzo si hanno fin dal Neolitico; si pensi infatti che il più antico manufatto umano ritrovato è proprio un pezzo di stoffa di canapa, risalente all’8000 a.C.

A partire dagli anni ’70 del Novecento, tuttavia la lunga sua storia economica, sociale e culturale è andata persa all’interno del nome marijuana e per molti anni è stata pubblicizzata esclusivamente come pianta da cui si derivano sostanze stupefacenti, senza fare distinzione tra le varie tipologie che hanno un basso contenuto di sostanze con effetti psicotropi.
In Italia, solo nel 2016 con la Legge 242 che contiene «Disposizioni per la promozione della coltivazione della filiera agroindustriale della canapa» è iniziata una lenta rinascita in diversi settori economici. La norma sopra citata riguarda solo la Cannabis Sativa L., ossia la sub-specie con un contenuto di THC minore dello 0,2%, che non rientra quindi nell’applicazione delle leggi sulle sostanze psicotrope e stupefacenti. La legge identifica la coltura di canapa come in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, alla riduzione del consumo dei suoli, della desertificazione e della perdita di biodiversità

La pianta della canapa

La canapa è a tutti gli effetti una materia prima rinnovabile. Le pianta cresce tutto l’anno molto rapidamente: in soli tre mesi e mezzo produce una biomassa quattro volte maggiore di quella prodotta di un bosco in un anno, a parità di superficie.
Appartiene alla famiglia delle Cannabinacee ed è formata da fusto, apparato radicale, foglie e semi. Il fusto, la cui altezza può variare da 1 a 6 metri secondo le varietà, è formato da una corteccia esterna, costituita da fibre, e da una parte interna, il canapulo, costituito da una struttura  lignea alveolare, un materiale molto leggero.
Il canapulo, ridotto nelle diverse granulometrie, è il componente che viene maggiormente utilizzato in edilizia.

La canapa in edilizia è ecologica

La coltivazione di canapa determina forte assorbimento di CO2 dall’atmosfera: la rapida crescita della pianta la rende uno strumento di conversione di anidride carbonica in biomassa, fissandola permanentemente all’interno della fibra e del canapulo. La canapa difende inoltre la biodiversità, migliora i terreni, favorisce la rotazione e la diversificazione delle colture, riduce i costi energetici, il consumo d’acqua e l’impegno lavorativo dell’agricoltore.
L’assorbimento di CO2 da parte della canapa per fotosintesi è calcolato esaminando il contenuto di carbonio nelle molecole che costituiscono il fusto della pianta. Un ettaro di terra coltivato a canapa sequestra 15,46 tonnellate di CO2, di cui 13 sono fissate all’interno delle fibre e del canapulo (impedendone il ritorno nell’atmosfera).
La canapa risulta essere quindi un mezzo efficace per sequestrare l’anidride carbonica e legarla permanente del canapulo che viene impiegato in prodotti sostenibili e rinnovabili per l’edilizia.

Calcecanapa è carbon negative

I vantaggi del sequestro complessivo di anidride carbonica aumentano ulteriormente utilizzando la canapa miscelata alla calce all’interno degli elementi da costruzione: al bilancio contribuisce sia l’aggregato di origine vegetale sia la carbonatazione del legante aereo durante la fase di presa.

L’Analisi del Ciclo di Vita – LCA di una parete in Calcecanapa, applicata a spruzzo, mostra che la produzione di materie prime è la fase più impattante, principalmente a causa della produzione della calce. Tuttavia il bilancio complessivo di sequestro di anidride carbonica è negativo, in quanto l’assorbimento di CO2 durante il processo di fotosintesi è superiore alle emissioni date dai processi industriali e di produzione del legante. Il biocomposto calce e canapa è dunque carbon negative.

Calcecanapa può essere riutilizzato a fine vita sgretolandolo, mescolandolo con acqua e altro legante di calce e gettandolo di nuovo. Questo vale per qualsiasi forma di applicazione della miscela: pareti gettate a spruzzo, mattoni e intonaci.
Il materiale ha anche un potenziale di riciclaggio in altre applicazioni come il compostaggio, il rinterro, la frantumazione e lo spargimento su aiuole o campi per aumentare il pH del terreno e introdurre una pacciamatura. Essendo costituita essenzialmente da biomassa e da calce carbonata (calcite), la miscela di calce e canapa, se mandata in discarica, ha un impatto ambientale minimo.

Cinque buoni motivi per scegliere la canapa in edilizia

01

Efficienza energica
La canapa ha una straordinaria capacità di isolamento termico. Grazie alla sua bassa conducibilità e all’elevata inerzia, mantiene la casa fresca d’estate e calda d’inverno, riducendo drasticamente i costi in bolletta e il fabbisogno di aria condizionata.

02

Una casa che “respira”
A differenza dei materiali sintetici, il termocanapa è altamente traspirante. Regola naturalmente l’umidità interna, prevenendo la formazione di muffe e condensa. Il risultato? Un ambiente salubre e un comfort abitativo superiore.

03

Impronta carbonica negativa
Durante la sua crescita, la pianta di canapa sequestra più CO2 di quanta ne venga emessa durante la produzione e il trasporto dei blocchi. Costruire con la canapa significa farlo in modo ecologico.

04

Isolamento acustico e comfort 
La struttura fibrosa e porosa della canapa è un naturale dissipatore di onde sonore. Sceglierla garantisce un eccellente isolamento acustico dai rumori esterni e tra le stanze.

05

Durabilità e sicurezza
Il biocomposto in canapa e calce è incredibilmente resistente: è ignifugo, resistente ai parassiti e non marcisce nel tempo. Inoltre, è un materiale totalmente riciclabile a fine vita, in piena ottica di economia circolare.